Come molti, in questi ultimi anni, osserviamo arresi, le nostre società fissurarsi nello scontro delle civilizzazioni islam/occidente. Tessuto sociale lacerato, tensioni religiose crescenti, contestazione ed attacchi contro la nostra cultura ed il nostro modo di vita, quasi ogni volta dietro tutto ciò si trova un'ideologia antidemocratica portatrice di un messaggio di conquista: l'ideologia islamica.

venerdì 17 febbraio 2012

Tunisia: dei giornalisti arrestati dalla brigata del buoncostume

 L' influenza salafista si fa sentire in Tunisia.
Il direttore di un quotidiano tunisino e il suo redattore principale ed un giornalista sono stati arrestati dopo la pubblicazione di una fotografia mostrando una donna nuda, si é appreso da fonti sicure.
KhediraIl giornale arabofono "Ettounsia" ha pubblicato la fotografia di una donna nuda nelle braccia del calciatore tedesco di origine tunisina, Sami Khedira, centrocampista di Real Madrid. Il procuratore della repubblica ha ordinato un'indagine giudiziaria. Il direttore del giornale, il redattore principale ed una giornalista sono stati mantenuti nel commissariato " dei servizi di protezione del vizio" a Bouchoucha, nei pressi di Tunisi, ha indicato all' AFP una fonte giudiziaria.
Il segretario di redazione del quotidiano ha confermato quest'arresto precisando che le tre persone erano state convocate oggi da parte del procuratore della repubblica. " Veramente, questo ci fa ridere! Questa fotografia ha fatto il giro del mondo e veniamo accusati di mettere in pericolo il buoncostume" , ha deplorato. La fotografia è stata in gran parte condivisa sulla rete sociale Facebook.

giovedì 16 febbraio 2012

C'era una volta, in Afganistan

Questa fotografia è tratta dal calendario 1973 della linea aerea afgana Ariana (fonte). Mostra una donna di Kabul che porta abiti tradizionali della regione, molto colorati.
Oggi in Afganistan, la diversità è scomparsa, i colori locali sono stati sostituiti dall' oscurantismo.E' la stessa cosa in Iran ed altrove. Ovunque l' islam politico passa, le culture locali anziane scompaiono e la bruttezza prende il posto:
Afghanistan-burqa

Tunisia: un predicatore egiziano provoca una protesta

 Il predicatore estremista Wadji Ghonim è particolarmente conosciuto per le sue prese di posizione a favore dell' escissione. I Tunisini sono anche preoccupati dell' arrivo, a fine febbraio, per la prima volta nel loro paese, del teologo Tariq Ramadan.
Ghonim
Due reclami sono stati depositati a Tunisi, mercoledì 15 giovedì 16 febbraio, contro un predicatore radicale egiziano, Wadji Ghonim, il cui arrivo in Tunisia ha provocato un protesta.
" Ha raccomandato una Tunisia islamica, giustificato le violenze contro le donne, elogiato in grande parte il jihad, e parlato come se fossimo in guerra! " , si indegna l'avvocato Bochra Belhadj Hmida, àll' origine del primo reclamo depositato in procedura per direttissima dinanzi al Tribunale di primo grado di Tunisi con otto associazioni di cui l' Associazione tunisina delle donne democratiche.
Invitato da quattro associazioni islamiste, di cui tre nate dopo la caduta di Zine El-Abidine Ben Ali, Wadji Ghonim ha tenuto numerose conferenze nelle moschee, in particolare a Sousse ed a Mahdia, al Nord-est del paese, cosa che, secondo la signora Belhadj Hmida, è vietato oltre alla preghiera senza autorizzazione del governo, e suscettibile di sei mesi di prigione.
Un'altra riunione, tenuta il 12 febbraio dal predicatore nella grande sala della cupola d' El Menzah di Tunisi, dinanzi a molte migliaia di persone, ha provocato il secondo reclamo di un collettivo d' avvocati per "incitamento all'odio". Filmati, gli interventi di Wadji Ghonim, che si esprimeva in dialetto egiziano, barba bianca curata e costume e cravatta scuri, ha suscitato un'ondata di vivissime reazioni. " Prego dio che, nello stesso modo in cui la Tunisia è stata la prima a fare la rivoluzione, sia il primo paese ad applicare la charia" , ha lanciato a Sousse, prima di fustigare i laici, e di concludere: " Tunisia, Tunisia islamica! No, no alla laicità! "
A Tunisi, durante più d' un'ora, il predicatore si é scagliato contro "coloro che odiano l' islam" , " i cani" , prima di lanciarsi in un lungo sviluppo sull' incompatibilità tra la pratica sportiva ed una tenuta vestimentaria rispettabile per le donne, chiamando poi gli uomini a " lasciarsi crescere la barba". Ha in seguito glorificato i morti del jihad citando il versetto più conosciuto del corano sull'argomento. Poi ha improvvisamente dovuto  interrompersi lasciando la sala su richiesta degli organizzatori preoccupati della presenza di manifestanti all' esterno.
A 60 anni, Wadji Ghonim  non è uno sconosciuto. Considerato per le sue prese di posizione a favore dell' escissione delle donne - cosa che non ha raccomandato in pubblico in Tunisia -, quest'ex soldato egiziano, autore di diatrite radicali, è vicino al Hamas. Appare dal maggio 2009 sull'elenco redatto dal ministero dell' interno britannico delle persone vietate di soggiorno in Gran Bretagna per "apologie delle violenze terroriste". Molti paesi europei gli rifiutano anche l' entrata sul loro territorio. A Tunisi, il predicatore vi ha fatto allusione, ironizzanto davanti alla folla: " Hanno vietato il mio corpo, non i miei pensieri."
La sua presenza e le sue opinioni hanno provocato una nuova battaglia tra progessisti ed islamisti, un faccia a faccia che si sviluppa in Tunisia dalla vittoria elettorale del partito islamista Ennahda e la formazione di un governo predominato dai suoi partigiani. L' opposizione si preoccupa dell'arrivo di predicatosi stranieri, senza che le nuove autorità reagiscano.
" Il problema,  è che Ghonim non è il primo, garantisce la signora Belhadj Hmida. Ma non è questione che le moschee diventano luoghi utilizzati a fini partiggiani, qualunque siano." Fra gli argomenti di preoccupazione avanzati, appare l' arrivo, fine febbraio, per la prima volta in Tunisia, del teologo Tariq Ramadan.

mercoledì 15 febbraio 2012

Egitto: 20.000 musulmani tentano di incendiare una chiesa copta ed uccidere il prete

Sono sempre più o meno gli stessi pretesti che vengono invocati dagli Egiziani musulmani per terrorizzare i cristiani e bruciare le loro chiese. Generalmente è per la preservazione della donna musulmana. I salafisti, con la complicità delle autorità, procedono alla pulizia confessionale dell'Egitto.
Una folla di circa 20.000 musulmani radicali, soprattutto dei salafisti, ha tentato oggi di penetrare di forza ed incendiare la chiesa Santa Maria e Sant'Abramo nel villaggio di Meet Bashar, nella provincia di Sharqia. Richiedono la morte del reverendo Guirgis Gamil, pastore della chiesa, che non é più potuto uscire dalla sua casa da ieri. Quasi 100 Copti terrorizzati hanno cercato rifugio all'interno della chiesa, mentre gli assalenti musulmani lanciavano pietre sulla chiesa. Dei copti sono stati feriti e degli edifici incendiati. La casa di un Copto situata vicino alla chiesa e quella del custode della chiesa è stata incendiata, come pure tre automobili.
All'origine di questa sommossa musulmana, la scomparsa di una giovane donna convertita all'islam, dopo una disputa con suo padre che aveva arrangiato il suo matrimonio. Il padre, anche lui convertito all'islam, accusa il sacerdote cristiano di essere dietro la scomparsa della sua figlia.
Il 27 gennaio scorso, circa 3000 musulmani avevano cacciato 62 famiglie copte da un villaggio nei pressi di Alessandria mettendo a fuoco le loro case ed i loro commerci col pretesto che un giovane Copto del villaggio aveva delle fotografie di una giovane donna musulmana sul suo telefono portatile  leggere in inglese.

Iran: il San Valentino vietato

Il regime iraniano ha proibito il San Valentino, dimostrando ancora una volta la sua governanza improvvisata.
Valentin-couteau“I cuori, le rose rosse e qualsiasi attività di promozione di questo giorno sono vietati„, hanno annunciato i mass media governativi il mese scorso. “Le autorità intenteranno una causa contro i contravventori„.
I regimi teocratici soffrono invariabilmente per lo stesso peccato: siccome il mondo evolve, devono sia rivedere le loro dottrine fuori moda, sia chiudere il mondo in uno stato statico rigido. I mollah al potere in Iran hanno scelto la seconda opzione. Con la fusione completa della moschea e dello stato, nessun dettaglio ordinario della vita quotidiana sfugge alle prescrizioni oscure delle scritture.
Lo stato iraniano proibisce la mistità degli uomini e delle donne, il rap ed il rock, la musica occidentale, le donne nei gruppi di musica, lo smalto brillante,  ridere nei corridoi degli ospedali, le celebrazioni di Nowrooz, una vecchia festa persiana della primavera, ed anche la menzione di entrate di ricette alimentari straniere con i mass media governativi. Quest'ultimo divieto può sembrare incredibile tanto essa è ridicolo, ma è stato ufficialmente annunciato il 6 febbraio in un sito Internet dello stato. La vera natura della pasta è stata rivelata - si tratta di uno strumento di sovversione occidentale.
Alla fine dei conti, i dirigenti iraniani si urtano ad un compito impossibile. Il loro mito fondatore di una società basata su un modello codificato di leggi sacre non é né codificato né sacro. Non convince nessuno. Il regime sembra piuttosto dedicato all'estirpazione di qualsiasi piecere spontaneo, e ad una lorra amara, paranoica contro le forze irreprensibili della natura, il cambiamento, le stagioni, la musica, il romanticismo ed il sorriso. Il popolo iraniano può consolarsi: nessuna autorità terrestre ha mai vinto questa lotta per molto tempo.

martedì 14 febbraio 2012

Buon San Valentino a tutti

Il Mail pubblica delle foto per mostrare che esiste l'amore anche nel regno animale

Snout to snout: These piglets get up close and personal as Valentine's Day approaches

L' OCI organizza a Bruxelles “un seminario di lavoro„ per agire sui mass media

Il best of della collaborazione è convocato a Bruxelles domani e dopo domani dall'organizzazione della cooperazione islamica (OCI) per riflettere come mettere a tacere maggiormente le critiche sugli islamisti. L' OCI è una potente organizzazione intergovernativa islamica che raccoglie cinquantasette stati musulmani ed il cui principale obiettivo attualmente è di proibire la critica dell'islam in occidente.
L'organizzazione della cooperazione islamica (OCI) organizza un seminario di lavoro sui mass media a Bruxelles, il 15 e il 16 febbraio per combattere ciò che chiama “le campagne di denigramento contro l'islam„ nei giornali e le istituzioni giornalistiche in occidente.
L'obiettivo di quest'evento, che sarà il primo del tipo, è di sviluppare meccanismi nei mass media per far fronte alle campagne di denigramento, ha dichiarato l' OCI in un comunicato. Ci si discuterà in dettaglio delle ragioni implicite e delle conseguenze delle campagne offensive contro i simboli ed i valori sacri dell'islam e dei musulmani nei mass media occidentali, che - aggiunge l' OCI - si verificano ancora di tanto in tanto.
“Il seminario rappresenta un salto in avanti nell'azione sui mass media, poiché oltre alla retorica, misure concrete saranno trattate per lottare contro il fenomeno dell' islamofobia„, ha dichiarato l' OCI.
Organizzazioni influenti musulmane e non musulmane della società civile, giornalisti, intellettuali ed universitari saranno fra i partecipanti del seminario, che comprenderà riunioni di "brainstorming" che mirano a sviluppare meccanismi di cooperazione con partner esterni, ed elaborare un piano d'azione per lottare contro il fenomeno dell'islamofobia (…).
Bernama  ( Agenzia di stampa nazionale malesiana)